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Il procedimento concorsuale nel prisma dei saperi necessari alla Pubblica Amministrazione

Stefania Pedrabissi, Ricercatore di Diritto amministrativo dell’Università degli Studi di Parma

L’esigenza da più parti avvertita di individuare quei (nuovi) saperi necessari alla cultura di ogni Pubblica Amministrazione, specie se riferita all’attuale contesto socio-economico, muove da differenti ragioni, eterogenee e non sempre convergenti tra di loro, ma accomunate dalla medesima finalità: quella evocativa di dar corpo a un sistema pubblico “sburocratizzato” nel suo agire, in grado di selezionare una forza lavoro rispondente ai mutati tratti dell’azione amministrativa. Il sistema del pubblico impiego rappresenta il perno centrale intorno al quale si avvita il processo di (necessaria) modernizzazione dell’azione pubblica che impone un generale ripensamento delle modalità attraverso le quali la forza lavoro alle pubbliche dipendenze è selezionata. Lo scritto si pone l’obiettivo di riflettere sul binomio, oramai inscindibile, saperi-procedure concorsuali, per tentare di comprendere come la selezione possa assumere un profilo maggiormente performante.

PAROLE CHIAVE: reclutamento - pubblico impiego - procedure selettive - concorso pubblico - corso-concorso

The competition process in the prism of the know-how needed by the Public Administration

The need for many (new) knowledge necessary for the culture of each public administration, especially when referring to the current socio-economic context, moves from different reasons, heterogeneous and not always converging with each other, but They share the same purpose: that evocative of giving rise to a public system “bureaucratic” in its action, able to select a workforce responding to the changed traits of administrative action. The public service system is the central land around which the process of (necessary) modernisation of public action is screwed, requiring a general rethinking of the ways in which the workforce employs public dependencies is selected. The aim of the writing is to reflect on the combination, now inscribable, concurring procedures, in order to try to understand how the selection can take on a better performance profile.

Keywords: recruitment – public employment – selective procedures – public competition – course-competition.

Sommario:

Una nuova cultura per le pubbliche amministrazioni: i saperi necessari - 1. L’articolazione amministrativa - 2. La regola generale dell’accesso per concorso pubblico - 3. Profili “de iure condito” e “de iure condendo” delle procedure di reclutamento - 4. Il concorso unico - 5. Conclusioni - NOTE


Una nuova cultura per le pubbliche amministrazioni: i saperi necessari

L’esigenza da più parti avvertita di individuare quei (nuovi) saperi necessari alla cultura di ogni Pubblica Amministrazione [1], specie se riferita all’attu­ale contesto socio-economico, muove da differenti ragioni, eterogenee e non sempre convergenti tra di loro, ma accomunate dalla medesima finalità: quella evocativa di dar corpo a un sistema pubblico «sburocratizzato» nel suo agire, in grado di selezionare una forza lavoro rispondente ai mutati tratti dell’azione amministrativa [2] e capace di fronteggiare il perdurante disallineamento temporale che colloca le organizzazioni amministrative in una posizione arretrata rispetto alla rapidità con la quale si evolvono i bisogni della collettività. Da uno sguardo generale sul sistema pubblico emerge il profilo di un’am­ministrazione dalla fisionomia ancora incerta, saldamente ancorata a un’idea di ripetitività nell’operato e caratterizzata da una «naturale inerzia e amore del quieto vivere» [3] in cui proliferano gli individualismi, anziché un condiviso senso di appartenenza a un corpo organico, al servizio della Nazione [4]. L’ap­parato amministrativo pare di una lentezza esasperante, incapace di far fronte a inefficienze organizzative radicatesi nel tempo cui si somma una graduale e sopravvenuta carenza di organico. Il capitale umano alle pubbliche [continua ..]

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1. L’articolazione amministrativa

Più le società divengono complesse, più la competenza tecnica per amministrarle diviene essenziale, tanto da divenire «semplicemente inevitabile nelle società contemporanee» [20]. La forza dell’amministrazione è proprio nella competenza tecnica, «nel sapere specializzato» necessario per gestire lo Stato: «ciò ne fa il modo più razionale di esercizio del potere». Così Max Weber, a inizio Novecento, descriveva i tratti fisiologici propri di un’amministrazione capace di fronteggiare la complessità di una civiltà in piena evoluzione. Se ci limitassimo a osservare l’articolazione organizzativa delle amministrazioni nell’era della digitalizzazione, non potremmo che cogliere le criticità che affliggono il settore del pubblico impiego a dispetto dei numerosi interventi di riforma che, in maniera più o meno incisiva, si sono susseguiti nel tempo senza mai sciogliere il nodo gordiano della complessità della «macchina organizzativa» pubblica. Nelle amministrazioni si rinvengono, principalmente, mestieri a bassa qualificazione professionale; gli stessi dati diffusi dall’Aran nel 2013 hanno confermato [21] l’esiguo numero di posizioni lavorative per le quali è richiesta la laurea e fra i dipendenti che rivestono tali ruoli solo la metà è effettivamente in possesso del [continua ..]

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2. La regola generale dell’accesso per concorso pubblico

Com’è noto, la regola del pubblico concorso governa l’accesso al pubblico impiego allineandosi ai principi di buon andamento e imparzialità nell’or­ga­nizzazione degli uffici pubblici sanciti dalla nostra Costituzione all’art. 97. Nel profilo diacronico, nel nostro Paese, ma anche in gran parte dell’Europa, il concorso si afferma quale generale strumento di accesso ai pubblici uffici, a partire dalla seconda metà dell’Ottocento, momento in cui l’esigenza di affidare la stabilità del rapporto di impiego a garanzie oggettive, lontane da ingerenze e condizionamenti politici, pare non più differibile [29]. Il concorso si presta, da subito, a divenire la risposta sistemica al problema poc’anzi evidenziato, in grado di valorizzare il criterio del merito e di indebolire la componente burocratica dell’amministrazione [30]. Il ruolo attribuito al concorso è quello di vestale del merito, capace di garantire l’effettiva uguaglianza tra i cittadini nel­l’accesso al pubblico impiego; come osservato in dottrina, il pubblico concorso ha una natura squisitamente strumentale, si traduce nella scelta organizzativa idonea a garantire l’imparzialità dell’amministrazione [31].Nel tempo, però, la scelta di optare per un criterio assunzionale fondato sul merito è stata messa alla dura prova da numerosi fattori esterni e [continua ..]

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3. Profili “de iure condito” e “de iure condendo” delle procedure di reclutamento

Se il concorso permane il migliore strumento di reclutamento è, però, oramai evidente come debbano essere ripensate le concrete modalità di selezione per poter attrarre i lavoratori maggiormente qualificati e superare i meccanismi principalmente fondati su procedure rigide e a carattere teorico-nozioni­sti­co. Muovere riflessioni volte a individuare azioni migliorative non è opera facile, in particolare se si considera l’attuale complesso normativo che può dir­si a-sistematico, spesso privo di un disegno chiaro e organico. Le considerazioni proposte in queste pagine muovono dall’assunto che, per le ragioni poc’anzi evidenziate, il principio dell’accesso per concorso non sia derogabile; tuttavia non è ravvisabile un modello perfetto di concorso pubblico. La stessa fonte regolamentare in materia di procedure selettive elenca differenti tipologie di con­corso pubblico, differentemente impiegabili in relazione ai profili professionali da selezionare. Segnatamente, il d.P.R. n. 487/1994 contempla diversi modelli per il reclutamento: I) concorso pubblico per esami; II) concorso pubblico per titoli; III) concorso pubblico per titoli ed esami; IV) corso-concorso; V) selezione mediante lo svolgimento di prove volte all’accertamento della professionalità richiesta. Tutti i modelli sopra descritti sono accomunati dall’esigenza di selezionare in maniera celere, imparziale, [continua ..]

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4. Il concorso unico

Il concorso continua a essere il meccanismo principe per il reclutamento dei dirigenti e delle altre figure professionali comuni a tutte le amministrazioni pubbliche; le ultime scelte normative del legislatore preannunciano il ritorno alla «fisiologia» del concorso pubblico che necessita, però, di importanti ripensamenti. Le indicazioni legislative più recenti confermano il favor per la modalità del concorso unico [35] per professionalità omogenee [36]. Indubbiamente i concorsi unici presentano numerosi elementi positivi, specie se letti in stretta aderenza con le fragilità del sistema poc’anzi evidenziate: la frammentarietà dei concorsi, indetti da singole amministrazioni, privi di incentivi in grado di attrarre un pool di giovani capaci e preparati, con pochi posti e dai costi notevoli. La centralizzazione della procedura consente, inoltre, di ridurre in maniera sensibile i costi e, di ambire a una commissione maggiormente qualificata in grado di attrarre candidati che non optano per il pubblico impiego, in via residuale. Ancora, i concorsi unici, se indetti con cadenza regolare, spingono i candidati verso una programmazione della preparazione che garantisce una performance migliore. All’entusiasmo verso procedure di reclutamento sulla base di concorsi pubblici unici, in relazione a figure professionali omogenee deve, però, contrapporsi l’analisi di [continua ..]

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5. Conclusioni

Il dinamismo delle pubbliche amministrazioni, mai come in questo momento storico, pare essere l’antidoto necessario alla complessità dell’azione amministrativa; detta radicata consapevolezza non si accompagna però, nei fatti, a un cambiamento catartico del sistema pubblico che continua ad essere percepito come un sistema pletorico elefantiaco, che procede con una lentezza esasperante, in cui difetta una reale interazione tra attori pubblici e privati che genera un deficit dialettico di difficile saturazione [38]. Le pubbliche amministrazioni necessitano di un corpo organico ben selezionato, dalla fisionomia definita e consapevole del profondo valore socio-economico del pubblico impiego laddove diviene motore di sviluppo dell’economia in grado di erogare servizi efficienti a imprese e privati. Il nodo centrale da risolvere permane, dunque, quello di individuare validi sistemi di reclutamento accompagnati da costante formazione. Indubbiamente le procedure concorsuali necessitano di un differente approccio maggiormente competence based; andrebbe, pertanto, ripensato e riscritto il regolamento governativo sui concorsi pubblici (d.P.R. n. 487/1994), che nel tempo ha, troppe volte, dimostrato la sua inadeguatezza: occorre superare la logica per la quale il concorso è strumento prevalentemente rivolto al­l’accertamento delle conoscenze e non delle competenze, meccanismo che crea un disequilibrio tra la fase genetica di [continua ..]

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NOTE

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