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Recenti tendenze della contrattazione collettiva statunitense

Nicolò Rossi, Assegnista di ricerca in Diritto del lavoro dell’Università Cattolica del Sacro Cuore

L’articolo – che rielabora e amplia l’intervento svolto dall’autore nel convegno “Il pensiero del Prof. Mario Grandi e la sua attualità”, organizzato in data 27 novembre 2020 dall’Uni­versità degli Studi di Parma – esamina alcune delle principali tematiche che sono emerse nella recente evoluzione del contesto sindacale statunitense. Partendo dalle riflessioni contenute negli studi di Mario Grandi, il contributo si sofferma in particolare sulle questioni giuridiche connesse alla riduzione del tasso di sindacalizzazione e su talune delle pratiche elaborate dalla contrattazione collettiva a fronte delle trasformazioni del panorama economico e del mondo del lavoro.

Recent trends in US collective bargaining

The paper – which amplifies the author’s speech in the conference “The thought of Prof. Mario Grandi and its current relevance”, organized on 27th November 2020 by the University of Parma – examines some of the main issues that have emerged in the recent evolution of the US trade union context. Starting from the considerations made in Mario Grandi’s studies, the article focuses on the legal issues connected to the reduction of unionization rates and on some of the practices elaborated by collective bargaining in the face of transformations of the economic framework and labour relations.

Sommario:

1. Introduzione: sindacati e contrattazione negli Stati Uniti, a partire dagli studi di M. Grandi - 2. Generali tendenze dell’azione sindacale USA di fronte all’evoluzione del panorama legislativo interno e ai mutamenti del contesto economico globale - 3. Struttura e tecniche della contrattazione con particolare riguardo ai casi dell’industria automobilistica e siderurgica - 4. Recenti prospettive in materia di grievance procedure e di arbitrato: cenni - NOTE


1. Introduzione: sindacati e contrattazione negli Stati Uniti, a partire dagli studi di M. Grandi

«L’esperienza nordamericana di contrattazione collettiva si presenta tra le più ricche e tra le più complesse, che sia dato osservare in una società industriale contemporanea». Con queste parole – che conservano ancora una buona dose di attualità – Mario Grandi dava avvio a un noto saggio del 1970 che concentrava l’atten­zione su alcune delle più significative peculiarità del sistema di relazioni industriali degli Stati Uniti d’America, soffermandosi specialmente sui modelli contrattuali sviluppatisi nei settori dell’industria siderurgica e automobilistica [1]. Oltre ad analizzare il variegato assetto della contrattazione statunitense e i capisaldi della legislazione federale sui rapporti collettivi di lavoro, lo studio non mancava di esaminare alcuni specifici istituti contrattuali, svolgendo riflessioni su tematiche che anche oggi continuano a suscitare notevole interesse, nonostante le profonde trasformazioni intervenute in circa cinquant’anni di storia. Attraverso l’analisi dettagliata dei principali contenuti della negoziazione, infatti, venivano posti in evidenza problemi e tendenze che in parte hanno segnato negli anni successivi l’evoluzione del panorama sindacale e, per certi versi, dell’intera società americana. Non a caso, sottolineando l’importanza dei fattori economici e sociali che hanno influito sullo sviluppo del [continua ..]

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2. Generali tendenze dell’azione sindacale USA di fronte all’evoluzione del panorama legislativo interno e ai mutamenti del contesto economico globale

Come osservava M. Grandi, una delle caratteristiche più rilevanti della contrattazione collettiva statunitense è la sua varietà, che talvolta rende poco agevole la trasposizione nel contesto americano di classificazioni di stampo europeo-continentale [6]. Tale eterogeneità – che dipende anche dalla prevalenza in quel sistema della negoziazione aziendale – induceva l’A. a rivolgere lo sguardo principalmente alle pratiche elaborate nel settore automobilistico e siderurgico e ad approfondire alcuni aspetti procedurali dei meccanismi di risoluzione delle controversie sull’applicazione del contratto, come la grievance procedure e l’arbitrato, che sono stati oggetto anche di autonoma trattazione in un più ampio studio [7]. La scelta di analizzare soprattutto i due settori appena menzionati non appare certo casuale, se solo si pensa che essi, oltre a realizzare degli asset importanti per la crescita economica del secondo dopoguerra, sono stati storicamente caratterizzati da elevati tassi di sindacalizzazione. Invero, le due più grandi associazioni sindacali operanti in detti ambiti, costituite dalla United Auto Workers (UAW) e dalla United Steelworkers (USW), per molto tempo sono state le maggiori organizzazioni di tutto il comparto manifatturiero [8]. A partire dagli ultimi decenni del secolo scorso, peraltro, anche questi sindacati sono stati esposti [continua ..]

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3. Struttura e tecniche della contrattazione con particolare riguardo ai casi dell’industria automobilistica e siderurgica

Le trasformazioni intercorse negli ultimi decenni hanno avuto alcune inevitabili ripercussioni sui comportamenti dei sindacati e sulle loro strategie contrattuali. In linea generale, se si pone mente all’assetto delle strutture negoziali, si può dire che la maggior parte dei settori produttivi è ancora ampiamente dominata dal tradizionale modello della contrattazione d’impresa [22]. Com’è noto, questo sistema – basato sulla negoziazione con un solo imprenditore – nella prassi delle relazioni industriali statunitensi conosce diverse declinazioni. In aggiunta ai casi in cui la contrattazione collettiva si svolge esclusivamente a livello di ogni singolo stabilimento (plant), vi sono non di rado forme più complesse in cui uno stesso contratto si applica a più aziende comprese in una determinata organizzazione. In tali circostanze, solitamente, l’accordo collettivo che si riferisce a tutte le unità produttive facenti capo al medesimo soggetto imprenditoriale è integrato da contratti locali che stabiliscono le più specifiche condizioni vigenti in ciascun impianto, secondo uno schema analogo a quello di recente sperimentato nell’ordinamento italiano dalle aziende del gruppo Fiat [23]. Non per nulla, negli Stati Uniti, questa articolazione negoziale risulta specialmente diffusa proprio nelle grandi imprese automobilistiche, oltre che nella fabbricazione di [continua ..]

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4. Recenti prospettive in materia di grievance procedure e di arbitrato: cenni

Seppure abbia influenzato il comportamento degli attori sindacali, l’evolu­zione dello scenario economico non ha comunque eliminato alcuni tratti tipici dell’ordinamento collettivo statunitense, come i meccanismi stragiudiziali di risoluzione delle controversie. Questi, nella loro forma più usuale, normalmente si possono articolare in due diverse fasi, entrambe regolate dal contratto collettivo. La prima fase consiste nella grievance procedure e, a sua volta, si compone di una serie di passaggi con i quali il sindacato affronta insieme ai rappresentati della gerarchia aziendale, a livelli via via più elevati, i reclami presentati dai lavoratori che lamentano una violazione dei termini del contratto collettivo. La seconda, al contrario, prevede l’intervento di un soggetto terzo e coincide con l’arbitrato che si instaura là dove la vertenza non sia stata risolta nella fase precedente. A differenza da quanto avviene in altri sistemi giuridici, tali procedimenti vengono attivati per dirimere una buona parte del contenzioso che si sviluppa nei luoghi di lavoro, tanto che la composizione delle grievance è stata tradizionalmente definita come il «cuore» della contrattazione collettiva americana [38]. Come rilevava M. Grandi, essa assolve a una funzione di «amministrazione» del contratto collettivo e, nella prassi, viene concepita più come uno stadio del processo di [continua ..]

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NOTE

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