carosi-cinelli

home / Archivio / Fascicolo / Elementi di transnazionalità nel rapporto di lavoro: il difficile bilanciamento tra ..

indietro stampa articolo indice fascicolo leggi articolo leggi fascicolo


Elementi di transnazionalità nel rapporto di lavoro: il difficile bilanciamento tra “pluralità” del fenomeno e “singolarità” delle tutele

Susanna Palladini, Prof. associato di diritto del lavoro dell’Università di Parma

Il contributo presenta il tema del lavoro nelle multinazionali, fenomeno in espansione a seguito del processo di globalizzazione che ha investito l’organizzazione delle imprese. Gli aspetti legati alla ricerca di una regola (o di più regole) in grado di governare in maniera equilibrata un sistema complesso che rischia di penalizzare i singoli lavoratori – asserviti spesso alle ragioni del mercato e del commercio – vengono anticipati e ricollegati ad una lettura che riconduce alla possibile individuazione di un ordinamento transnazionale del lavoro, in grado di produrre regole consuetudinarie ma cogenti, al fine di garantire la diffusione dei diritti fondamentali nella dimensione del­l’impresa multinazionale.

PAROLE CHIAVE: responsabilità sociale d’impresa - imprese multinazionali - ordinamento transnazionale - diritto del lavoro transnazionale

Elements of transnationality in the employment relationship: hard balance between “plural” framework and “singular” protection

The essay analyzes recent development about labor discipline in multinational companies, a phenomenon that is expanding as a result of the globalization process that has affected the organization of work. The aspects related to the search for a rule (or more rules) capable of governing in a balanced way a complex system that risks penalizing individual workers – enslaved to the reasons of the trade and market – are anticipated and linked to a reading that leads to the possible identification of a transnational labor order, capable of producing customary but imperative rules, in order to guarantee the diffusion of fundamental rights in the dimension of the multinational enterprise.

Keywords: labor law – multinational company – labor protection – corporate social responsibility – transnational regulation – soft/hard law.

Sommario:

1. Introduzione - 2. Strumenti di disciplina delle tutele del lavoro a diffusione globale - 3. Diritto del lavoro transnazionale tra norme di applicazione necessaria e lex mercatoria - 4. Effettività delle tutele - NOTE


1. Introduzione

L’attenzione crescente alla dimensione transnazionale dei fenomeni sociali ed economici non ha mancato di interessare anche il diritto del lavoro, che già da tempo si interroga sulle possibili alternative ad uno schema di regolamentazione della prestazione, resa all’interno di un contesto legato ad organizzazioni produttive che superino i confini nazionali [1]. Lo sviluppo dell’economia capitalista su scala globale ha modificato in modo radicale il sistema produttivo, permettendo alle imprese di “mobilitare” strutture, personale, e partners commerciali su diverse aree geografiche, mantenendo, ed anzi inaugurando, in luogo della prossimità fisica, svariati e, per certi versi, ancora inesplorati modelli di collegamento funzionale [2]. Gli avanzamenti tecnologici, la riduzione dei costi di trasporto, l’eliminazione delle barriere commerciali e i differenziali salariali hanno poi reso possibile ed economicamente vantaggiosa la frammentazione della produzione, ed oggi che il fenomeno sembra aver raggiunto un punto di equilibrio, si impone una più accurata valutazione circa l’opportunità di una sua regolamentazione [3]. La diffusione del commercio tra economie non solo nazionali, ma, appunto, globali (su cui vd. il contributo di M.L. Vitali, in questo fascicolo), ha determinato specifici mutamenti anche per quanto riguarda il mondo del lavoro, che è andato via via perdendo di [continua ..]

» Per l'intero contenuto effettuare il login inizio


2. Strumenti di disciplina delle tutele del lavoro a diffusione globale

Per quanto ridimensionato – in concomitanza con la recente emergenza sanitaria che ha prodotto alcune inaspettate politiche di neo-protezionismo correlate al riavvio delle singole economie nazionali “bloccate” dai ricorrenti provvedimenti di sospensione delle attività e del lavoro – il commercio “globale” fra Stati non pare destinato ad una regressione che coincida con la sua scomparsa, garantendosi perciò la ripresa del dibattito sugli strumenti normativi che si offrono per contrastare fenomeni più o meno profondi di dumping sociale. La difesa dei diritti dei lavoratori trova nell’impatto con le regole che governano il commercio plurime proclamazioni di intenti, che stentano però a divenire cogenti in ragione del farraginoso coordinamento tra organizzazioni che rappresentano i primi (in particolare, l’Organizzazione Internazionale del Lavoro – OIL) e i sistemi diffusivi del secondo (principalmente l’Organizza­zione Mondiale per il Commercio – WTO), che si traduce nell’assenza non solo di effettive verifiche, ma altresì di sanzioni efficaci allorquando sia riscontrato il mancato rispetto degli standards di tutele convenuti [15]. A questa prima considerazione, va aggiunta quella che riguarda la numerosità, ad oggi, dei documenti a vario titolo adottati e che riportano impegni di estensione e di conformità delle condizioni dei lavoratori coinvolti [continua ..]

» Per l'intero contenuto effettuare il login inizio


3. Diritto del lavoro transnazionale tra norme di applicazione necessaria e lex mercatoria

Nella direzione indicata, di recupero di effettività alle regole e ai valori che si ricollegano al diritto del lavoro, viene ad essere centrale l’individuazione del meccanismo maggiormente funzionale allo scopo di assicurare il raggiungimento di tale obiettivo. Per garantire l’equilibrata regolamentazione del trattamento riservato al lavoratore, le tecniche legislative più diffuse si basano prevalentemente sull’uti­lizzo della norma inderogabile e della indisponibilità dei diritti, cui si aggiunge la previsione di un modello contrattuale “rigido”, e la previsione di tecniche di tutela dedicate [35]. L’esigenza di protezione del c.d. contraente debole, da cui i visti principi scaturiscono, può dirsi essenziale anche su scala globale; tuttavia, la proiezione su tale livello delle medesime soluzioni risulta non tanto ostacolata, quanto “prevaricata” dall’applicazione, ai singoli contratti di lavoro, delle legislazioni nazionali, rintracciate, nei rapporti con elementi di internazionalità, seguendo le regole del diritto internazionale privato. Il problema del conflict of laws si prospetta allorquando un rapporto di lavoro presenta ele­menti di estraneità rispetto all’ordinamento all’interno dal quale si è generato, e che può interessare le parti contraenti, così come il luogo di svolgimento della prestazione [36]. Nel nostro paese, [continua ..]

» Per l'intero contenuto effettuare il login inizio


4. Effettività delle tutele

L’esitazione nel portare avanti una rimeditazione dell’agire delle imprese multinazionali, nei confronti dei diritti dei lavoratori in esse coinvolti, dovrebbe tramutarsi in sprone alla individuazione di una strategia di risoluzione dei problemi legati al benessere individuale e collettivo, introducendo condizioni che non limitino il mercato, ma lo indirizzino verso una crescita diffusa, che può apparire scontata nei paesi più evoluti, ma è invece da costruire negli ordinamenti più arretrati. Questo perché «il diritto del lavoro e i sistemi di welfare, cresciuti nell’ambito degli Stati nazionali ed esposti all’economia globale (e già in quella comunitaria) a permanenti giudizi comparativi in termini di efficienza, di costi e di produttività» [44] non devono diventare l’alibi per ritardare la promozione, anche percorrendo strade inusuali, dell’avanzamento della tutela del lavoratore e della sua occupabilità. Tra i possibili traguardi da raggiungere, certamente vi è quello di garantire al lavoratore coinvolto nell’impresa multinazionale un più agevole e meno costoso accesso alla giustizia. Nel parallelismo che si è cercato di delineare sopra tra lex mercatoria e lex transnazionale, dovrebbe essere superata la generale preclusione della remissione ad un arbitrato delle questioni attinenti al rapporto di lavoro. Se infatti, da un lato, in [continua ..]

» Per l'intero contenuto effettuare il login inizio


NOTE

» Per l'intero contenuto effettuare il login inizio