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La tutela del lavoratore autonomo nel mercato del lavoro dopo la l. n. 81/2017

Domenico Garofalo - Professore Ordinario di diritto del lavoro nell’Università di Bari Aldo Moro

La crescita continua del lavoro autonomo in Italia è stata accompagnata dall’introduzione di forme di tutela specifiche con l’emanazione della legge n. 81/2017, che si colloca nel solco della robusta riforma del lavoro voluta dal Governo Renzi. Oltre a disposizioni volte a bilanciare gli equilibri contrattuali, si segnala la creazione di servizi personalizzati di orientamento, riqualificazione e ricollocazione in favore dei lavoratori autonomi, che dovrebbero contribuire al migliore incontro tra domanda e offerta di lavoro

PAROLE CHIAVE: lavoro autonomo - mercato del lavoro - disabili

The protection of the self-employed worker in the labor market after the l. n. 81/2017

The continuous growth of self-employment in Italy has been accompanied by the introduction of specific forms of protection, contained in law no. 81/2017, which is placed in the wake of the robust regulatory reform desired by the Renzi government, better known as "Jobs Act". In addition to provisions aimed at balancing the contractual imbalances, we note the creation of personalized guidance, retraining and relocation services for self-employed workers, which should contribute to the best match between job demand and supply.

Keywords: self-employed work – labor market – active labor policies – handicapped

 

Sommario:

1. Premessa - 2. Il lavoro autonomo nel mercato del lavoro italiano - 3. L'accesso alle informazioni sul mercato e i servizi personalizzati di orientamento, riqualificazione e ricollocazione - 4. Le misure specifiche per i disabili - 5. Qualche osservazione conclusiva - NOTE


1. Premessa

Al Jobs Act del lavoro subordinato (l. n. 183/2014 e connessi decreti attuativi) ha fatto seguito a distanza di circa due anni la l. 22 maggio 2017, n. 81 [1], recante «Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato», meglio nota come «Jobs Act del lavoro autonomo» o «Statuto del lavoro autonomo» [2]. L’epigrafe della l. n. 81/2017 è paradigmatica della volontà del Governo Renzi di introdurre forme di tutela anche per il lavoro autonomo, alla luce della significativa metamorfosi dei processi produttivi, riconducibile non solo a nuovi strumenti (e modi) di produzione, ma anche ad una evoluzione dell’impresa, che tende a reticolarsi, con innovative forme di coordinamento tra operatori economici [3]. Il Sistema – Paese a sua volta risente degli effetti della new economy [4] e della rivoluzione digitale [5], in grado di influenzare non solo l’organizzazione del lavoro, ma anche il modo di fare impresa [6], con importanti effetti sul mercato del lavoro e delle professioni, emergendo così nuove professionalità, il cui esercizio avviene solitamente in modo autonomo, ovvero mediante “piattaforma elettronica” oppure “logaritmo” [7]. Questi fenomeni non solo determinano l’emersione di una [continua ..]

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2. Il lavoro autonomo nel mercato del lavoro italiano

La tutela nel mercato del lavoro, approntata dalla l. n. 81/2017 in favore del lavoro autonomo, si innesta sulla riforma operata dal d.lgs. n. 150/2015 e deve tener conto della mancata approvazione del referendum costituzionale del 4 dicembre 2016, che avrebbe dovuto completare il processo di ricentralizzazione avviato con il Jobs Act, nel tentativo di rimediare alla patologica condizione operativa dei servizi per il lavoro. Le ataviche difficoltà di matching tra domanda e offerta che caratterizzano il nostro mercato hanno alimentato significativi bacini disoccupazionali, e non è ragionevole ipotizzare che la panacea per le storiche difficoltà dei centri per l’impiego possa essere costituita dall’ennesima riforma della disciplina e dell’organizzazione del mercato del lavoro, dovendosi valorizzare a monte il contributo che le politiche attive potrebbero offrire per favorire l’incontro tra domanda e offerta. Peraltro, pur ipotizzando che modifiche normative possano giovare al Sistema – Paese, non va dimenticato che tuttora v’è un rapporto asimmetrico tra politiche passive e attive, specie in termini di risorse utilizzate a loro sostegno, confermandosi un approccio affatto lungimirante e non orientato alla soluzione dei problemi del mercato del lavoro [13], ai quali bisogna guardare da un punto prospettico eccentrico rispetto a quello tradizionale, radicato sulla posizione del lavoratore [continua ..]

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3. L'accesso alle informazioni sul mercato e i servizi personalizzati di orientamento, riqualificazione e ricollocazione

Elementi di tutela mercatistica anche al lavoro autonomo sono reperibili nell’art. 10, l. n. 81/2017, caratterizzato da una formulazione di maggior respiro e da una più attenta articolazione nei contenuti rispetto al correlato art. 6, d.d.l. n. 2233 [16], ferma restando l’assoluta novità nel panorama normativo italiano delle tutele ivi apprestate [17]. In tempi non sospetti e dal punto di vista dogmatico, però, una embrionale forma di tutela mercatistica era già stata ipotizzata quasi vent’anni fa nello Statuto dei lavori a cura di Marco Biagi e Michele Tiraboschi, collocando nel nucleo di diritti fondamentali «indisponibile in sede di negoziazione amministrativa dei contenuti del contratto» l’accesso gratuito alle informazioni del mercato del lavoro e ai servizi per l’impiego. A sua volta «Al di sopra di questo nucleo minimo di norme inderogabili sembra opportuno lasciare ampio spazio all’autonomia collettiva e individuale, ipotizzando una gamma di diritti inderogabili relativi, disponibili a livello collettivo o anche individuale se concordati nella apposita sede amministrativa. A ciò dovrà accompagnarsi (…) E) un potenziamento dei servizi per l’impiego e delle strutture informative sul mercato del lavoro (attraverso un eventuale intervento sulle strutture e sulle funzioni degli uffici del collocamento)» [18]. Più recentemente, anche la [continua ..]

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4. Le misure specifiche per i disabili

Nello svolgimento delle attività proprie dello sportello del lavoro autonomo, i centri per l’impiego, al fine di fornire informazioni e supporto ai lavoratori autonomi con disabilità, si avvalgono dei servizi per il collocamento mirato delle persone con disabilità di cui all’art. 6, l. n. 68/1999. Sul punto giova evidenziare che la tutela del lavoratore autonomo disabile nel mercato del lavoro è appannaggio esclusivo dei centri per l’impiego, non essendo annoverati i soggetti autorizzati, gli ordini, i collegi professionali, le associazioni costituite ex artt. 4, comma 1, e 5, l. n. 4/2013, ovvero le associazioni comparativamente più rappresentative sul piano nazionale dei lavoratori autonomi iscritti e non iscritti ad albi professionali. In sintesi, il legislatore ha attribuito al solo organo pubblico le funzioni di informazione e supporto a questa peculiare utenza, dimenticando gli spazi di azione già concessi dall’art. 12, l. n. 68/1999 agli «altri soggetti pubblici e privati idonei a contribuire alla realizzazione degli obiettivi della presente legge», in materia di convenzioni di integrazione lavorativa. Invero, la disposizione prevede che i centri per l’impiego si avvalgano «dei servizi per il collocamento mirato delle persone con disabilità di cui all’articolo 6 della l. 12 marzo 1999, n. 68», rinviando così ad una disposizione che, da [continua ..]

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5. Qualche osservazione conclusiva

I circa vent’anni di vigenza del decentramento dei servizi per l’impiego (d.lgs. n. 469/1997) e la conclamata inefficienza (con qualche isolata eccezione) dei centri per l’impiego di promanazione provinciale non possono che indurre al pessimismo circa l’attuazione delle misure in esame, in un’area che necessita di ben altre competenze. Probabilmente, la “collaborazione” tra centri per l’impiego ed ordini/associazioni professionali va, per così dire, invertita, valorizzando il ruolo di questi ultimi e relegando i primi al ruolo di collaboratori, quanto meno per minimizzare i danni di cui sono stati capaci nel ventennio di loro (in)operatività.  

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NOTE

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